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Alle Clarisse “Paesaggi di Toscana. Da Fattori al Novecento”

Alle Clarisse “Paesaggi di Toscana. Da Fattori al Novecento”



dal 22/06/2022 al 04/09/2022


Il Polo Culturale delle Clarisse di Grosseto presenta fino al 4 settembre la mostra “Paesaggi di Toscana. Da Fattori al Novecento” a cura di Emanuele Barletti. Un progetto espositivo su idea di Carlo Sisi, con i capolavori della collezione d'arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze dedicati al paesaggio. Partendo dalla Maremma di fine Ottocento, che fu motivo d'ispirazione per celebri pittori macchiaioli come Giovanni Fattori e Luigi Gioli, l'ordinamento – curato da Emanuele Barletti – include suggestivi paesaggi toscani firmati da Llewelyn Lloyd, Francesco Gioli, Niccolò Cannicci, Pietro Annigoni, Galileo Chini, Angelo e Adolfo Tommasi, Raffaello Sorbi, Giorgio kienerk, Ulvi Liegi, Giovanni Colacicchi, Luciano Guarnieri.

La prima sala è dedicata alla “terra amara” (per le paludi e la malaria) di Maremma e ai pittori macchiaioli, con dipinti di Giovanni Fattori, Adolfo Tommasi, Luigi e Francesco Gioli. Il mito della “Maremma amara” si stempera poi in un racconto più dolce ed elegiaco che si riverbera negli struggenti panorami toscani evocati da altri maestri. Nella seconda sala sono esposti paesaggi toscani riferibili a due modalità espressive che ebbero larga diffusione nel primo Novecento: quelle ancorate al “vero” della tradizione naturalista postmacchiaiola – come nel caso dei dipinti “lucchesi” di Adolfo Tommasi o del Cacciatore di Raffaello Sorbi – e quelle maggiormente legate alle suggestioni della pittura diffusa in ambito europeo, suggerite ad esempio dalle atmosfere brumose del Paesaggio di Niccolò Cannicci, dalle allusioni al simbolismo di Giorgio Kienerk o dalle tinte forti e vivaci, quasi pre-espressioniste, di Ulvi Liegi.

I luoghi evocati nei dipinti sono lontani dai grandi centri abitati e vissuti da una composta civiltà rurale: le rive dell'Arno, Vallombrosa vicino Firenze, Pescaglia e Ponte a Moriano in provincia di Lucca. La terza sala è dedicata a personalità artistiche più calate nella prospettiva novecentesca: La Veduta di Firenze di Llewelyn Lloyd propone un'angolazione inusuale del panorama fiorentino descrivendola, in linea con le tendenze più avanzate della cultura europea, con pura tecnica divisionista. Galileo Chini, invece, nel periodo in cui dipinge le due strade di Versilia in mostra ha già abbandonato la sua stagione straordinaria di sperimentazioni formali per dedicarsi a una rappresentazione del paesaggio meno studiata ma più emotivamente sentita. La mostra sarà aperta fino al 4 settembre 2022 il mercoledì dalle ore 11 alle 14, dal giovedì al sabato dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 20 e la domenica dalle ore 17 alle 20 . Per informazioni tel.0564 488066-067 o collezioneluzzetti@gmail.com